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KONSTANTINOS KAVAFIS, LA CITTÀ

Size: 100 x 60 cm
Handmade manuscript written with dip pen (with metallic nib) and acrylic ink in Greek minuscule script, as it has been styled in the late Byzantine era.

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La Città


Hai detto: "Per altre terre andrò per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo èvotato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto
ci sarà pure.
Fino a quando parirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina".
Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade.
Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c'è nave non c'è strada per te.
Perché sciupando la tua vita
in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.

(da Poiémata 1935, in Poesia del Novecento in Italia e in Europa, a cura di E. Esposito, Ed. Feltrinelli, 2000)

https://books.google.gr/books?id=WsEqycvVL7kC&pg=PA17&lpg=PA17&dq=kavafis+citt%C3%A0+poesia&source=bl&ots=zl3i9Rcjfk&sig=_MQNC2MikBkx8-h9k744Tqi06J0&hl=el&sa=X&ved=0ahUKEwiRm8GNm_XKAhWCWBQKHSJ4DuY4ChDoAQgfMAI#v=onepage&q=kavafis%20citt%C3%A0%20poesia&f=false

 

Konstantinos Petrou Kavafis, noto in Italia anche come Costantino Kavafis (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1933), è stato un poeta e giornalista greco. Kavafis era uno scettico che fu accusato di attaccare i tradizionali valori della cristianità, del patriottismo, e dell'eterosessualità, anche se non sempre si trovò a suo agio nel ruolo di anticonformista. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, ma molte altre sono rimaste incomplete o allo stato di bozza. Scrisse le sue poesie più importanti dopo i quarant'anni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Konstantinos_Kavafis

 

Ἡ πόλις

Εἶπες ˚ «Θὰ πάγω σ' ἄλλη γῆ, θὰ πάγω σ' ἄλλη θάλασσα.
Μιὰ πόλις ἄλλη θὰ βρεθεῖ καλλίτερη ἀπ' αὐτή.
Κάθε προσπάθειά μου μιὰ καταδίκη εἶναι γραφτῆ ˚
κ' εἲν' ἡ καρδιά μου -σὰν νεκρός- θαμένη.
Ὁ νοῦς μου ὡς πότε μὲς στὸν μαρασμὸν αὐτὸν θὰ μένει.
Ὅπου τὸ μάτι μου γυρίσω, ὅπου κι ἂν δῶ
ἐρείπια μαῦρα τῆς ζωῆς μου βλέπω ἐδῶ,
ποῦ τόσα χρόνια πέρασα καὶ ρήμαξα καὶ χάλασα.»

Καινούργιους τόπους δὲν θὰ βρεῖς, δὲν θάβρεις ἄλλες θάλασσες.
Ἡ πόλις θὰ σὲ ἀκολουθεῖ. Στοὺς δρόμους θὰ γυρνᾷς
τοὺς ἴδιους. Καὶ στὲς γειτονιὲς τὲς ἴδιες θὰ γερνᾷς ˚
καὶ μὲς στὰ ἴδια σπίτια αὐτὰ θ' ἀσπρίζεις.
Πάντα στὴν πόλι αὐτὴ θὰ φθάνεις. Γιὰ τὰ ἀλλοῦ -μὴ ἐλπίζεις-
δὲν ἔχει πλοῖο γιὰ σέ, δὲν ἔχει ὁδό.
Ἔτσι ποῦ τὴ ζωή σου ρήμαξες ἐδῶ
στὴν κώχη τούτη τὴν μικρή, σ' ὅλην τὴν γῆ τὴν χάλασες.

http://el.wikisource.org/wiki/Η_πολις